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 TAJIKISTAN - M41 PAMIR HIGHWAY        PAGINA IN COSTRUZIONE

Erano 2 anni, dal fallimento del 2017 che ci lavoravo su,: qualche piccolo inconveniente, se guidi in quelle zone ci sta... ma tutto è andato a meraviglia. In questa pagina, oltre al racconto di viaggio cercherò di dare notizie utili a chi volesse intraprendere a sua volta il tour.   Clicca qui per la mappa del tour: Andata - M41 - Ritorno  

Documenti necessari

  • Passaporto valido per almeno 6 mesi con 2 pagine affiancate libere
  • Visto per la Federazone Russa
  • Visto per il Tajikistan compreso di GBAO per la zona del Pamir (si ottiene in 3 giorni con 70 euro online dal sito web Tajiko)
  • Assicurazione personale Globy Visti
  • E' bene in Russia e Kazakhstan fare l'assicurazione per la moto in quanto la carta verde non è riconosciuta
  • Fotocopie di Passaporto, libretto della moto e dei visti

Giorni  1-2-3-4   21-24 Luglio  Russi - Mosca   Km. 2.800

Scelgo il percorso di avvicinamento da nord per arrivare a Biskek poi prendere la M41 da Est verso Ovest. L'altra opzione sarebbe stata  Ucraina Volgograd e 'Uzbekistan per arrivare a Dushanbè e prendere la M41 da Ovest verso Est. Ho scelto la prima perchè anche se più lunga, posso contare su strade quasi sempre perfette qundi diminuisci i tempi di percorrenza. Sono partito con calma, pernotti a Katowice, Utena, Velikie Luki. Arrivo alla Piazza Rossa nel tardopomeriggio, alloggio in un BB del centro.

Giorno  5   25 Luglio  Mosca 

Mi concedo una giornata di riposo, dormo fino a tardi poi passeggio senza meta per il centro di Mosca. La città sta cambiano pelle, come Londra sta affiancando edifici modernissimi alle costruzioni in "stile". E l'impatto non è niente male, fra qualche anno varrà sicuramente la pena farci un giro. Mi ritiro presto, domattina rotta verso sud in direzione Samara sulla M5 verso il Kazakhstan. 

Giorni  6-7   26-27 Luglio  Mosca - Penza - Oral    Km. 1.350

C'è un traffico bestiale ad uscire da Mosca e 50 km di lavori incorso mi rallentano oltre ogni immaginazione, bisogna guidare con estrema prudenza. Pernotto subito dopo Penza in un motel lungo la M5 e la mattina dopo proseguo verso il Kazakhstan. Fra Togliatti e Samara c'è un'altro mega cantiere con chilometri di fila, nel tardo pomeriggio raggiungo la frontiera Kazaka, sono come sempre gentilissimi e velocissimi. Mi immetto sulla M32 verso Oral, giungo che è già buio, trovo un ristorante in centro e mi indicano un buon hotel a poche centinaia di metri.

Giorno  8-9   28-29 Luglio   Oral - Karabutak - Kyzylorda   Km. 1.550 

La M5 russa e la M32 Kazaka fanno parte di un progetto autostradale per collegare Mosca con Pechino, magari fra qualche anno sarà finito e percorribile. Non ho una media altissima, ho perso un giorno sulla tabella di marcia. I 400 km fra Karabutak e Aralsk ora sono percorribili senza taniche di scorta, ci sono 2 aree di servizio esattamente a metà strada ed una, procedendo verso sud a 120 km dopo Karabutak. Ricordava la steppa Kazaka e i suoi moltissimi stagni con cavalli e cammelli che vagavano intorno, ora l'acqua è quasi completamente scomparsa, quel che resta degli stagni sono solo piccole pozze di acqua oppure un pò di fango. Pernotto al solito Nomad Hotel di Kyzylorda, arrivo a notte fonda, per fortuna che la M32 è ancora perfetta, vista l'ora mi fanno anche una condizione di favore, a patto che lasci la camera entro le 8 del mattino, per fortuna hanno il ristorante ancora aperto e il solito sashlig mi sembra più buono del solito.

Giorno  10   30 Luglio   Kyzylorda - Biskek   Km. 900

Proseguo sulla M32, in questa zona è una 4 corsie perfettamente asfaltata, Viaggiando in Kazakhstan, è bene far benzina a serbatoio poco più che a metà, diciamo che puoi fare circa 100 chilometri senza trovare benzina, è la prassi. Fino alla frontiera Kirghisa tutto ok poi 90 chilometri di lavori in corso, arrivo a Biskek verso mezzanotte, con maps.me trovo un BB poco lontano con un supermercato davanti: acquisto la cena, anche questa notte un tetto e un pò di cibo non mancano. 

Giorno  11   31 Luglio   Biskek

Non funzionano le frecce e le spie del cruscotto, cerco un meccanico da moto e compro una confezione di fusibili supplementari, ne avevo già una ma non si sa mai. Intera giornata dedicata al riposo prima dell'attacco alla M41.

Giorno  12   1 Agosto   Biskek - Osh   km. 700

Parto presto, devo percorrere a ritroso circa 40 km della strada da cui sono arrivato  poi svoltare verso sud: è l'inizio della M41, non ci sono insegne, mi parlano solo dell'unica grande rotonda appena finita di costruire a Kara Balta. La strada corre veloce con ampi curvoni in fondo a splendide vallate vallate circondate da imponenti montagne fino all'Otmek Pass, un quota 3000. Poi si scende verso un piccolo altopiano fino a lago Tortugul. Le insegne stradali sono quasi inesistenti, mi aiuto con Maps.me, un'app che funge da navigatore anche off line, e in ogni caso si segue il maggior traffico. Con un'asfalto pressochè perfetto si raggiunge Zalalabad quindi Osh, la seconda città del Kirghizistan. La sera messaggio ad Adyl, il mio amico kirghiso che ho conosciuto 2 anni fa, mi raggiunge al ristorante, passiamo una serata davvero piacevole 

Giorno  13   2 Agosto   Osh - Sary Tash   km. 200

Nel passo di ieri la T.A: ha borbottato un pò quindi decido di andare da Nicolaj, il più grande meccanioco dell'Asia Centrale, e fare controllare il filtro dell'aria, infatti era sporchissimo e in mezz'ora mi rosolve il problema. Per alleggerire il più possibile la moto deposito il bagaglio in eccesso all'hotel, il piano attuale infatti è quello di ritornare ad Osh dopo aver raggiunto Khorog e il Wakan. Borsa o baulone? Dopo aver meditato a lungo opto per la comodità del baulone... scelta scellerata. Parto per Sary Tash, devo attraversare i 3600 mt del Taldik pass che mi hanno bloccato 2 anni fa, le modifiche alla T.A. saranno state efficaci? Non nascondo che sono teso un bel pò. Alle 17,15  arrivo in vetto al Taldik Pass: moto perfetta. Scendo verso Sary Tash con un senso di soddisfazione e compiacimento, vago un'oretta per la bellissima valle di Alay e mi soffermo con una famiglia della zona a scambiare qualche parola e alcune foto. Scelgo la miglior Guest House di Maps.me e ci passo la notte: domani si inizia per davvero.

Giorno  14   3 Agosto   Sary Tash - Lago Karakull   km. 100

Oggi si rivelerà la giornata più emozionante ed affascinante di tutto il tour: grandi difficoltà e grandi soddisfazioni... insomma emozioni fortissime, quelle cose che ti fanno sentire vivo. Controllo tutto minuziosamente sulla moto, faccio il pieno di benzina e parto. Una volta sulla strada per Sary Moghul e si gira a sinistra dopo pochi chilometri, la svolta è segnalata  del cartello "Khorug 500 e passa km". SI lascia la Valle di Alay e si inizia subito a salire addentranosi nel gruppo del Pik Lenin (7000). Lascio il Kirghizistan, 2 ore di attesa in frontiera per mancanza di linea internet, e subito si sale ai 4250 metri del Kyzyl Art Pass, la strada è naturalemnte sterrata ed alcuni tornanti estremamente difficoltosi, la moto è perfetta, basta tenerla sopra i 2500 giri. Dopo il passo scendo verso il border del Tajikistan, un posto dimenticato da Dio raggiunto da una strada terribile in mezzo alle montagne, 2 militari in tutto, controllo passaporti velocissimo e via verso il lago Karakull a quota 4000. Per diversi chilometri si costeggia il confine con la Cina, il paesaggio è grigio, quasi lunare, lo sterrato si alterna a tratti di asfalto rotto. Dopo un paio di scollinamenti oltre i 4000 metri, mi appare qualcosa di straordinario: il cielo azzurro si specchia nelle acque del lago Karakull, circondato da cime innevate. A Karakull, l'omonimo paese a oltre 4000 mt, non hanno la corrente elettrrica, solo generatori, non hanno bestiame e manca 'acqua minerale. Scelgo di passare la notte in uno Yurta Kamp, zanzare durante il giorno, formiche alate durante la notte... in quantità industriale.

Giorno  15   4 Agosto   Lago Karakull - Khorog  km. 450

La notte con le formiche alate è stata abbastanza fatidiosa, ho dormito con il sottocasco in seta infilato a rovescio, la mattrina, prima dell'arrivo delle zanzare parto per attraversare tutto l'altopiano. Subito un terribile tratto di Tole Ondulèe, prima di affrontare la cima Coppi del Pamir: Ak Baital Pass 4650. L'ascesa è meno complicata del Kyzyl Art, in quanto parti già da oltre 4000 mt e la strada, uno sterratore leggermente migliore di quello di ieri. Pochi chilometri dopo la vetta inzia una strada asfaltata, in fondo ad una vallata straordinariamente arida che mi accompagnerà fino a Murghab (3600mt). Murghab, la capitale del Pamir orientale è un paese, permettetemi il termine "terribile", nevica poco e non piove quasi mai, i tetti delle case sono tutti piatti. La benzina si compra a prezzo normale ma con metodo "tanica e imbuto". Esco dall'abitato e dopo un'altro 4100, il Naizatash Pass dirigo verso l'altopiano, gli scenari sono decisamente meno affascinanti di quelli dei giorni scorsi, la monotonia dell'altopiano centrale mi accompagnerà fino all'ultimo passo prima di Khorog, il Koi Tezek Pass, 4200. Poco fuori Murghab, con una piccola deviazione verso est ci sarebbe un deserto sabbioso d'altura ma desisto, in solitaria il rischio è troppo grande. Faccio benzina ad Alichur, la strada è alternata fra sterrato, alsfalto rotto e asfalto buono, non capisco con quale criterio decidono dove asfaltare o meno. Dirigendo verso l'ultimo passo della giornata il paesaggio torna ad essere più vario e interessante però ricomincia lo strerrato e la tole ondulèe, alcuni trati veramente "fastidiosi". La strada torna asfaltata poco prima di Khorog, serata al Pamir Alibaba Hotel, gestito da una famiglia gentilissima, pulitissimo e confortevole. 

Giorni  15-16    5-6 Agosto   Khorog- Langar - Khorog  km. 420

Ho il tarlo del corridoio di Wakan, la strada da Iskashim a Langar è infestata da sabbia e ghiaione, non rischio e decido di noleggiare un 4x4. Parto da Khorog con un'autista che parla solo russo e spiccica le classiche parole inglesi "ok" "good" "no good". Io oltre a da, niet, dasvidanjia, e tovarish imparo "naprava" e "naleva" (gira a destra, gira a sinistra). Si segue controcorrente la valle del Pyiani river formato dalla confluenza del Pamir e del Wakan proprio a Langar, che segna il confine con l'Afghanistan. Il fodale limaccioso da un colore grigiastro all'acqua che scende impetuosa e l'aridità delle montagne finisce a poche decine di metri dal fiume, ad ogni ansa corrisponde un torrente che scende dai ghiacciai e un villaggio in mezzo a lussureggianti oasi. Vedere le strade e i villaggi Afghani al di la del fiume è un'emozione notevole, la strada è a fasi alterne ma abbastanza buona fino ad Iskashim: qui c'è un ponte che aprono il sabato in occasione di un mercato Afghano, peccato oggi sia lunedì. Vengo portato alle terme... donne in una grotta...uomini nudi nell'altra grotta... un'innato istinto di conservazione mi fa desistere dal provare l'acqua miracolosa! Pernotto in un'improbabile hotel a Vrang, incredibile ma la camera è confortevole e pulita, 15 dollari per cena e camera. Il mattino successivo si prosegue per Langar, la strada è effettivamente terribile, con la moto carica potrebbe essere stato un problema. 20 minuti di scarpinata per salire a vedere le pitture rupestri... ahime mescolate con scritte dei nostri giorni effettuate dai soliti vandali, però dall alto posso godermi la confluenza del Wakan e del Pamir sotto la maestosità della catena dell'Hindukush e vi garantisco che non è roba da tutti i giorni! Sulla via del ritorno decido che non tornerò verso Osh ma proseguirò per Dushanbè e quindi per Samarcanda... ma ho un problema, il bagaglio che ho lasciato ad Osh. La sera contatto Adyl via w.a. e chiedo se lo può spedire a Samarcanda, mi dirà poi che lo può spedire a Mosca con un corriere del quale si serve normalmente: benissimo. La sera ennesimo Sashlig in hotel.

Giorni  17    7 Agosto   Khorog- Darwaz  km. 250

La M41, nel tratto che da Khorog va verso nord subito inizia bene, ma poi si trasforma in quasi 200 km di inferno, sterrato, tole, strettoie e buche da mezza ruota, in compenso il paesaggio è stupendo. I villaggi Afghani si susseguono dall'altra parte della valle con scorci veramente incantevoli. Durante una sosta incontro un gruppo di italiani con Avventure nel Mondo, dopo i soliti convenevoli tipo... ma sei venuto qua da Ravenna?... mi informano che la strada più avanti peggiora anche! Di rimando gli dico che non so proprio come possa essere peggio di quella che ho appena percorso. A una decina di chilometri dalla meta prendo una grossa buca a velocità troppo elevata e mi si stacca il baulone di netto. Lo raccolgo e mentre decido sul da farsi si ferma un'auto, scende un tizio e mi fa capire che me lo avrebbe portato a Darwaz, gli faccio capire non so inche modo che mi serve un fabbro e incredibilmente mi porta da un suo amico che lavora il ferro. Faccio fare 2 "righette", le faccio fissare sotto al supporto spezzato e il gioco è fatto. Ora mi presentano il loro amico che ha una guest house... come rifiutare? Terrazza ristorante sul torrente, bagno in comune ma pulitissimo, camera spaziosa e fresca... what else?

Giorni  18    8 Agosto   Darwaz - Dushanbè - Samarcanda  km. 670

Rimangono circa 50 km di sterrato, divisi in 2 tronconi, uno da 30 subito e uno da 20 dopo Kulob, il secondo è quasi tutto asfalto rotto con buche, poi un'asfalto pressochè perfetto. La prima parte del percorso si snoda ancora attraverso paesaggi surreali poi un'asfalto perfetto con ampi curvoni taglia rocce rosse che si trasformano in grigiastre prima di arrivare alla pianura verso Dushanbè.Dopo la capitale dovrò affrontare un ultimo passo e sarà al crepuscolo, Anzob Pass a 3300 metri, la galleria in vetta al passo è di quasi 8 chilometri, senza illuminazione e con l'asfalto irregolare, ultimi brividi. Mi fermo a cenare poco prima della frontiera Uzbeka e arrivo a Samarcanda a mezzanotte passata. Trovo un'hotel dietro il Registan, metto in sicurezza la moto e ottengo il meritato riposo.

Giorni  19    9 Agosto   Samarcanda

Mi sveglio tardi, cambio un pò di soldi, in Uzbekistan non accettano ne carte ne valuta straniera poi passeggio senza meta per il centro storico attorno al Registan, giornata di ozio assoluto fra un drink e l'altro per ricaricare le batterie in vista del lungo raid di ritorno.

Giorni  20-21-22-23    10-11-12-13 Agosto   Samarcanda - Kyzylorda - Aktobe - Samara - Mosca   Km. 3.700

Passo in fretta la frontiera Uzbeko/Kazaka, prima di raggiungere la M32  ci sono alcune difficoltà, lavori in corso mi obbligano ad una deviazione per strade sconosciute e mi tocco anche con un'auto ad un semaforo, nulla di grave, rimango in piedi, arriva un poliziotto, mostro l'assicurazione kazaka fatta in frontiera, l'agente mi dice che con 25 euro me la cavo, in caso contrario dovrò aspettareil perito dell'assicurazione: faccio così. Attraverso il centro di Symkent, le circonvallazioni non sono ancora nel DNA del Kazakhstan, e finalmente arrivo sulla M32, rotta verso nord. Mi fermo quando fa buio in un motel prima di Kyzylorda. La mattina controllo il supporto del baulone e riparto temperatura ideale per viaggiare, dopo Karabutak spioviggina e fa freddo, mi fermo in un motel 30 km prima di Aktobe. La mattina dopo c'è il sole ma non fa caldo, dirigo verso Oral poi il confine russo verso Samara. Per puro miracolo arrivo subito sulla M5 che mi porterà verso Mosca, fa freddo e mi fermo prima di Togliatti in un motel sulla M5, mi faccio l'ultimo Sashlig. Molti dei lavori in corso attivi durante l'andata sono terminati, questo mi permette di arrivare alla periferia di Mosca appena fa buio, mi fermo in un hotel nella zona della M9, la strada verso ovest che prenderò domani mattina.

Giorni  24-25-26 -    14-15-16 Agosto   Mosca - Rezekne - Katowice - Marina di Ravenna   Km. 2.900

Avevo dimenticato del bagaglio che devo ritirare, metto l'indirizzo sul Tom Tom e procedo, la sede è nel centro di Mosca, arrivo sulla M9 che ormai è mezzogiorno. Il tempo è variabile, ogni tanto spioviggina, arrivo in frontiera, i russi sono dei fulmini poi le solite 3 ore all ingresso in lettonia: vogliono sapere anche quanti litri di benzina ho nel serbatoio. Dopo qualche difficoltà trovo alloggio nel centro di Rezekne , fa freddo e spioviggina ancora, gli hotel sono quasi tutti pieni per via di uno stramaledetto festival di musica lettone. La mattina, dopo una colazione memorabile, (la sera prima avevo consumato una delle ultime barrette) dirigo verso i boschi della Lituania poi in Polonia, passo Varsavia e faccio sosta a Katowice. E' notte, il ristorante è chiuso e consumo l'ultima barretta. Repubblica Ceca e Austria mi separano da casa. Arrivo al Bar Timone di Marina di Ravenna alle 23, Mauro Oscar e alcuni amici sono li ad attendermi. Ora è davvero finita: è' stato un viaggio fantastico.

Le strade del Tour

La rotta da nord è un pò più lunga ma permette di arrivare a Biskek percorrendo strade molto buone. Fino a Sary Tash le strade sono perfette poi fino a Dushanbè si alterna asfalto, sterrato e asfalto rotto. I pezzi peggiori sono quando inizi a salire verso la frontiera Kirghisa fino a quella del Tajikistan, poi dal lago Karakull all Ak Baital pass nella prima parte, poi la zona del passo prima di Khorog. Terribili sono i 200 km da Khorog verso nord, per tutto il resto basta attenzione e prudenza. Per tutta la M32 in Kazakhstan max 200 km senza benzina, considerando un'autonomia di 280/300 km della moto conviene fare il pieno fra i 150 e i 200 km fatti. Sembra che la polizia Kazaka non importuni più i turisti, forse hanno ricevuto ordini dall'alto di farla finita. In ogni caso munitevi di fotocopie di passaporti e libretto di circolazione e non date mai gli originali alla polizia.

Highlights &  Lowlights 

A mio parere la parte est è nettamente la più bella, poi nell'ordine il corridoio di Wakan e infine l'altopiano centrale, un pò noiosoquando arrivi in quota dopo Murghab.Vale la pena fare anche la parte Kirghisa della M41, strada perfettamente asfaltata con ampi curvoni in mezzo a paesaggi straordinari. Anche le ultime montagne verso Dushanbè offrono una strada fantastica da guidare in piena e paesaggi meravigliosi.Anche da Osh a Sary Tash ci sono scorci bellissimi, per non parlare della valle di Alay prima di salire attraverso il gruppo del Pik Lenin. 

Cosa ho portato con me

Giacca e pantaloni invernali senza imbottiture, maglia e calzamaglia tecniche invernali, una felpa, ricordate che in altura senza sole è subito freddo e la notte scende a 5/6 gradi. Si patisce un pò di caldo ma il freddo in moto è decisamente peggio. Magliette estive tecniche, Kit forature, camera d'aria posteriore di ricambio (l'anteriore è rinforzata) compressorino 12V. Se non volete deliziarvi delle zuppe con latte fermentato e cipolle consiglio frutta secca ed alcune barrette, fascette e nastro americano in abbondanza per ogni evenienza. Kit di chiavi oltre la dotazione e un pennello per lavare la catena.